Polisonnografia: cos’è e come funziona

Polisonnografia: cos’è e come funziona

polisonnografia

Polisonnografia: cos’è

La polisonnografia è un esame diagnostico che permette di studiare e individuare diversi disturbi del sonno. L’esecuzione del test avviene mentre il paziente dorme e attraverso una determinata strumentazione è possibile rilevare alcuni parametri come la respirazione, l’attività celebrale, i livelli di ossigeno, ecc. Questi parametri vengono, poi, visionati da un medico specialista del sonno che potrà stabilire se vi è davvero la presenza di una malattia del sonno e di quale si tratta. Questo esame diagnostico può essere eseguito in un centro specializzato per questa procedura o anche in una struttura ospedaliera che lo effettua.

Negli ultimi anni è possibile eseguire anche la polisonnografia a domicilio: un tecnico si recherà a casa del paziente con tutta la strumentazione del caso. Lo strumento utilizzato per questo esame diagnostico è il polisonnografo uno speciale apparecchio che si collega al paziente attraverso sensori cutanei. Il test non è rischioso, non è invasivo e non richiede alcuna speciale precauzione.

Le fasi del sonno

La polisonnografia è in grado di individuare anche le diverse fasi del sonno: quando ci si addormenta, infatti, vi è una transitoria perdita di conoscenza e alcune funzioni biologiche si riducono, altre, invece, si potenziano. Le fasi del sonno si dividono in fase NON REM o sonno ortodosso e fase REM o sonno parodosso. Per un riposo ristoratore è fondamentale che queste due fasi si alternino in maniera corretta.

Fase NON REM

Questa è caratterizzata da 4 stadi, i primi due sono rappresentati rispettivamente dall’addormentamento e dal sonno leggero. Durante il terzo stadio, invece, sopraggiunge il sonno profondo che raggiunge il culmine con il quarto stadio. È proprio nel corso di quest’ultimo che l’organismo si rigenera. La fase NON REM, ad ogni nuovo ciclo ha una durata sempre minore, per lasciare spazio alla fase REM.

Fase REM

Il termine REM non è altro che l’acronimo inglese di Rapid Eye Moviment, infatti, durante questa fase si compiono bruschi movimenti degli occhi. La fase REM è quella del sonno agitato, il battito cardiaco aumenta, così come la frequenza respiratoria ed è in questo momento che si sogna. Tuttavia, nel corso di questa fase avviene anche un altro fenomeno, ovvero, la paralisi e il rilassamento dei muscoli.

fasi del sonno

Polisonnografia Cardio-Respiratoria e Neurologica, quali sono le differenze?

A seconda dei parametri che si vogliono rilevare, la polisonnografia può essere di due tipologie diverse:

  1. cardio-respiratoria
  2. neurologica.

Polisonnografia cardio-respiratoria

La polisonnografia cardio-respiratoria è indicata nel caso in cui si vuole scoprire la presenza di eventuali patologie che coinvolgono l’apparato respiratorio. L’esame in questione permette di monitorare:

  • la frequenza cardiaca,
  • il flusso respiratorio nasale e oronasale,
  • la saturazione,
  • il russamento,
  • i movimenti dell’addome e del torace,
  • le posizioni che si assumono durante il sonno.

Talvolta, bisogna ripetere l’esame perché può succedere che in caso di lettura che il tecnico si accorga che alcuni parametri non sono stati registrati in maniera corretta. In particolare, la polisonografia va ripetuta se la saturazione non viene rilevata, se la registrazione è inferiore a 4 ore o se i parametri tra flusso nasale e movimento del torace e dell’addome non sono ben visibili. La polisonnografia cardio-respiratoria è utile per diagnosticare l’apnea notturna, il russamento e l’ipertrofia delle adenoidi o delle tonsille.

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Polisonnografia neurologica

La polisonnografia neurologica, nota anche come completa, è indicata quando vi è la necessità di individuare, inoltre, eventuali alterazioni della macrostruttura o microstruttura del sonno. Durante l’esame vengono applicati degli elettrodi sullo scalpo che permettono di registrare l’attività corticale. Questo tipo di esame viene detto completo perché vengono applicati anche dei sensori sul volto, sugli occhi e sugli arti che ne registrano i movimenti. Questo tipo di polisonnografia è indicato per i pazienti che soffrono di insonnia, parasonnie, epilessia notturna e altri disturbi comportamentali che possono verificarsi durante la fase REM.

Polisonnografia pediatrica

I disturbi del sonno, le cosiddette parassonie, riguardano principalmente i bambini, per questo la polisonnografia è un esame che spesso viene richiesto per diagnosticarli. In età pediatrica, nella maggior parte dei casi si effettua la polisonnografia cardio-respiratoria, ma solo in eventi rari il neuropsichiatra infantile può decidere di sottoporre il bambino alla polisonnografia neurologica o completa.

Chiaramente, la polisonnografia pediatrica presenta delle differenze rispetto a quella degli adulti: l’esame può essere effettuato solo nei bambini al di sopra dei 3 anni, alcuni sensori di registrazione sono di una misura compatibile con l’età pediatrica, il bambino verrà messo a proprio agio dal personale per tranquillizzarlo il più possibile e favorire una buona qualità di registrazione, i risultati vanno interpretati necessariamente da un medico specializzato nel sonno dei bambini.

Come prepararsi all’esame polisonnografico

Questo esame diagnostico non richiede particolari raccomandazioni, ma è possibile prepararsi comunque al meglio per la sua buona riuscita. In particolare, è altamente sconsigliato dormire durante il giorno, in modo da riposare bene la notte. Le bevande contenenti caffeina come caffè e tè vanno evitate a partire già dalle ore 14. Inoltre, è consigliato lavare i capelli e non applicare alcun prodotto cosmetico come creme o oli per far aderire al meglio i sensori. Prima di sottoporsi all’esame è necessario comunicare al medico i farmaci che si assumano ed eventuali patologie da cui si è affetti. Inoltre, è possibile portare con sè tutto il necessario per l’igiene personale. Se durante la notte si sente la necessità di dover andare in bagno, basta comunicarlo all’infermiere supervisore.

Polisonnografia a domicilio: come si svolge l’esame

Nell’ultimo decennio è sempre più diffusa l’esecuzione di quest’esame diagnostico a domicilio. I vantaggi sono molteplici: innanzitutto, il paziente è molto più rilassato perché dorme nel proprio letto e nell’ambiente in cui è abituato, il risultato è più affidabile e si evitano inutili assembramenti presso le strutture ospedaliere. Come si svolge l’esame? Un tecnico specializzato si recherà previa appuntamento a casa del paziente per predisporre tutta la strumentazione del caso. In seguito, gli esami saranno analizzati da un medico specialista.

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