Disturbi del sonno e conseguenze per la salute

Disturbi del sonno e conseguenze per la salute

disturbi del sonno

Un recente studio ha confermato che sono più di 9 milioni di italiani a soffrire direttamente o indirettamente dei disturbi del sonno. Chi ne soffre vede compromettere la qualità della loro vita perchè vengono alterate le normali attività fisiologiche. Molte persone che soffrono di tali disturbi molto spesso non sanno cosa fare e come porvi rimedio. Ecco perchè abbiamo deciso di scrivere questa breve guida per cercare di fare un pò di chiarezza sull’argomento.

Introduzione

Quando parliamo di disturbi del sonno ci riferiamo a tutte quelle patologie e disturbi che rendono difficile addormentarsi o comunque causano frequenti risvegli notturni. Questa condizione ovviamente influisce negativamente sulla salute perché un buon sonno ristoratore è fondamentale per riacquistare le energie impiegate durante la giornata e favorire le normali attività fisiologiche del corpo. Al contrario di quanto si pensi i disturbi del sonno coinvolgono molte persone, e spesso la vita frenetica e stressante che siamo abituati a vivere di certo non aiuta. In questi casi anche il contatto con la natura e gli animali possono essere un valido aiuto. Analizziamo meglio i disturbi del sonno e come combatterli.

Perché è importante dormire bene

Come affermato da tutti gli specialisti, il sonno apporta numerosi benefici ma deve essere di qualità e rapportato all’età, si stima infatti che una persona adulta necessiti di circa 8 ore a notte e sicuramente la presenta di disturbi correlati al sonno non favorisce un buon riposo. Per capire l’importanza del dormire bene ci focalizziamo sulle conseguenze, infatti la mancanza causa una grande stanchezza nelle ore diurne seguita da spossatezza, difficoltà nella concentrazione, diminuzione dell’attenzione, irritabilità e sbalzi di umore.

Se trascurati, i tali disturbi portano a condizioni più gravi come l’addormentarsi durante il giorno, la depressione e altro a seconda dei vari soggetti. Abbiamo detto che le ore notturne necessarie per sentirsi riposati sono circa otto ma a seconda dei vari soggetti potrebbero essere sufficienti 5 oppure possono aumentare fino a 10, in ogni caso il sonno non deve mai mancare e deve essere di qualità.

Cosa influenza la mancanza di sonno

I disturbi del sonno non vanno mai sottovalutati perché come abbiamo detto si ripercuotono in maniera negativa durante le ore diurne e peggiorano i rapporti sociali, la sfera lavorativa e di certo anche quella psicologica. Fra i fattori che disturbano le ore di riposo troviamo problematiche come la sindrome delle gambe senza riposo che impedisce di dormire poiché si sente il bisogno impellente di muoverle e a volte questo coinvolge anche le braccia. Oltre a ciò, ci possono essere anche delle cause soggettive legati a disturbi dell’umore, ansia e depressione che dunque non sono solo conseguenze ma in alcuni casi anche elementi scatenanti. Ancora, si può trovare difficoltà a prendere sonno se si soffre di alcune patologie o si seguono cattive abitudini come eccessivo consumo di alcol, caffeina, nicotina.

Quali sono le conseguenze

Non riuscire a dormire bene comporta situazioni spiacevoli come:

  • Astenia, ossia una condizione in cui si prova una grande stanchezza,
  • Disturbi legati all’attenzione,
  • Perdita di concentrazione,
  • Disturbi della memoria,
  • Umore facilmente irritabile,
  • Ansia,
  • Facile irritabilità,
  • Sonnolenza nelle ore diurne.

I principali disturbi del sonno

I disturbi del sonno, secondo la classificazione proposta dalla American Accademy of Sleep Medicine (AASM), vengono divisi in quattro tipologie:

  1. Disturbi dell’inizio e del mantenimento del sonno o insonnie;
  2. Disturbi da eccessiva sonnolenza o ipersonnie;
  3. Disturbi del ritmo sonno-veglia;
  4. Disturbi associati al sonno, a stadi del sonno o a risvegli parziali, complessivamente chiamati parasonnie.

Tra i disturbi più conosciuti c’è l’insonnia, quindi l’incapacità di addormentarsi ma ci sono altri disturbi che interessano le persone adulte:

  • Apnee notturne: è una condizione molto pericolosa perché comporta l’interruzione del respiro per un lasso di tempo significativo, sufficiente a far risvegliare il soggetto, inoltre riduce l’ossigeno nel sangue aumentando invece il livello di anidride carbonica,
  • Bruxismo: questa volta sono coinvolti i denti, in effetti il bruxismo è l’atto involontario di stringerli e digrignarli. Questo oltre a impedire il sonno ovviamente rovina anche, a lungo andare, i tessuti gengivali,
  • Sonnambulismo: più diffuso in bambini e adolescenti, a volte può persistere anche nell’età adulta e consiste nel compiere movimenti molto complessi, in uno stato a metà fra il sonno e la veglia, come alzarsi dal letto e camminare in giro per casa,
  • Narcolessia: si tratta dell’eccessiva sonnolenza diurna e anche la perdita del tono muscolare in situazioni di emozioni forti, ad esempio non riuscire a sorreggersi sulle gambe quando si ride molto o ci si sente arrabbiati,
  • Sindrome delle gambe senza riposo: il grande bisogno di muovere le gambe e un senso di fastidio nel momento in cui ci si distende per dormire, placabile appunto solo con il movimento,
  • Epilessia notturna: le crisi epilettiche possono essere anche notturne se interessano le ore in cui si dorme. Si manifestano con scatti, movimenti di braccia e gambe e talvolta urla.

Disturbi del sonno occasionali e come combatterli

In alcuni casi possono verificarsi disturbi in modo occasionale, ossia scatenati da comportamenti che possiamo correggere per migliorare quindi la qualità del sonno. Spesso individuare la causa ed eliminarla comporta a risolvere in gran parte il problema. Esiste anche una terapia farmacologica ma è opportuno capire se possiamo fare qualcosa autonomamente prima di ricorrere a uno specialista:

  • Assumere una routine del sonno e quindi andare a letto e svegliarsi sempre alla stessa ora,
  • Evitare di utilizzare la camera da letto esclusivamente per dormire eliminando distrazioni come la televisione,
  • Ridurre nicotina, caffeina e alcol,
  • Non passare troppo tempo davanti agli schermi di tv, pc, cellulari, soprattutto prima di coricarsi,
  • Praticare esercizio fisico,
  • Per favorire il ritmo circadiano bisogna esporsi con regolarità alla luce del sole.

LEGGI  ANCHE: Difficoltà a dormire: cause e possibili rimedi

Cosa fare se il problema è cronico

Ci sono delle terapie a base di farmaci qualora il problema non venga risolto con questi accorgimenti e quindi è più grave di quello che sembra. Si parla in questo caso di disturbi del sonno cronici e possiamo rivolgersi ad uno specialista, l’unico in grado di prescrivere una terapia più importante. Una delle più efficaci è quella a base di melatonina, ormone detto ”del sonno” perché regola il ciclo sonno-veglia agendo direttamente sul cervello. Oltre alla melatonina, altri farmaci sono le benzodiazepine e le sostanze ipnoinducenti per agevolare appunto il sonno, mentre a volte sono risolutivi gli antidepressivi.

A seconda di quando compare il disturbo, lo specialista può prescrivere una diversa terapia, infatti alcuni faticano ad addormentarsi solo inizialmente, altri accusano frequenti risvegli notturni, altre persone ancora si svegliano presto al mattino e faticano a prendere sonno di nuovo. Consigliamo anche i centri di medicina del sonno per analizzare tramite la polisonnografia la quantità e qualità del sonno, valutando anche altri aspetti fisici e psichici del paziente in modo da fornire la miglior soluzione per dormire.

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