Bruxismo: cause, sintomi e rimedi

Bruxismo: cause, sintomi e rimedi

bruxismo

Molte persone somatizzano lo stress nel cavo orale, con attività come il bruxismo, cioè l’atto involontario di serrare o digrignare i denti durante il sonno, che a lungo andare può deteriorare le superfici dentali e causare dolore alla mascella, sensibilità dentale e mal di testa. Il bruxismo non è una condizione trascurabile: nei casi più gravi, le arcate dentarie arrivano a stare in contatto fino a 7 ore al giorno. Per questo motivo è molto importante riconoscere precocemente i sintomi e trovare un rimedio il prima possibile. Il bite e alcune tecniche psicologiche si sono rivelate piuttosto efficaci nel risolvere il problema.

Che cos’è il bruxismo?

Il bruxismo è una condizione caratterizzata dal serramento o dal digrignamento dei denti che si manifesta soprattutto di notte, mentre dormiamo. Esiste però anche una forma che si presenta durante le fasi di veglia o in occasione delle attività sportive definita bruxismo diurno che è molto più frequente. In entrambi i casi, siamo di fronte a una parafunzione, ossia a un’attività diversa da quelle svolte normalmente dall’apparato masticatorio, senza una causa specifica. Alla lunga tale attività può determinare problemi ai denti, per questo in genere viene contrastata con l’uso di un distanziatore, noto come bite.

Bruxismo, cause principali

Una delle cause più comuni del bruxismo è senza dubbio lo stress: ansia, problemi di natura emotiva e psicologica, preoccupazioni, tensioni nervose e ritmi di vita frenetici vengono somatizzati e scaricati attraverso il movimento involontario della mandibola. Sicuramente all’origine del problema c’è anche una certa predisposizione genetica: è stato infatti riscontrato che chi è affetto da bruxismo ha in famiglia qualcuno che ne soffre.

In misura minore, il bruxismo può essere causato dal cattivo posizionamento delle arcate dentali, definito malocclusione, o da malattie neurodegenerative. Nei bambini, se non è dovuto a un problema sottostante come l’otite o altri tipi di patologie, è un meccanismo che serve a far “riassorbire” i denti e passa con la crescita, quando la dentizione permanente si completa. A favorirne la comparsa sono anche alcuni comportamenti a rischio, quali il fumo, il consumo di alcolici e l’assunzione di droghe.

Quali conseguenza comporta?

I sintomi più comuni di bruxismo sono:

  • usura dei denti;
  • presenza di scheggiature della dentatura;
  • sanguinamento delle gengive;
  • indolenzimento dei muscoli masticatori;
  • tensione e dolore alla mandibola;
  • difficoltà ad aprire e chiudere la bocca.

Con il tempo questo disturbo può danneggiare gravemente lo smalto e portare a possibili microfratture. A volte comporta problemi anche al resto del corpo, facilitando l’insorgenza di dolori al collo, mal di testa, vertigini e sensazione di orecchie tappate. Oltre a ciò, poiché il risultato della postura nasce dalla testa e dai muscoli della masticazione, il bruxismo può compromettere la postura e la coordinazione motoria. Va aggiunto inoltre che, quando il digrignamento è violento e rumoroso, può arrivare a disturbare il sonno del partner.

Si può prevenire il bruxismo?

Il bruxismo si può prevenire cominciando col dire no ad alcol, caffeina e fumo, soprattutto la sera, e trovando il modo di allentare le tensioni per favorire una buona qualità del sonno. La diagnosi precoce è fondamentale Di solito chi soffre di bruxismo non si accorge di digrignare i denti durante la notte e a notare per primo il problema è il partner, ma solo quando lo sfregamento è molto rumoroso. Spesso la diagnosi di bruxismo parte da una semplice visita odontoiatrica durante la quale il dentista può cogliere eventuali segni caratteristici del disturbo, come usura delle superfici dentali, accorciamento dei denti e indolenzimento dei muscoli della mandibola.

Se lo ritiene necessario, lo specialista potrà indirizzare verso esami diagnostici più specifici, come:

  • radiografia ortopanoramica: aiuta a verificare eventuali problemi nell’allineamento delle arcate dentarie (malocclusione);
  • elettromiografia di superficie: serve a valutare la presenza di un’alterata attività dei muscoli mandibolari;
  • polisonnografia: è un esame in grado di verificare la tipologia di riposo notturno.

Come si cura il bruxismo?

L’obiettivo dei trattamenti per la cura del bruxismo è quello di ridurre i danni causati dai movimenti involontari della mandibola, evitando che arrivino a ledere irreversibilmente i denti e le gengive. È bene puntualizzare che per questo disturbo non esiste una terapia farmacologica specifica. L’unica soluzione per evitare i danni è il bite, un apposito paradenti in resina posto tra le due arcate che si indossa di notte per proteggere denti, smalto e gengive dallo sfregamento. Il bite deve essere realizzato a partire dalle impronte delle arcate dentarie. Sono invece da evitare le mascherine fai da te acquistate in farmacia perché potrebbero accentuare il problema.

In caso di bruxismo, la raccomandazione principale è quella di adottare i giusti comportamenti, come cercare di controllare la muscolatura masticatoria durante tutto l’arco della giornata e mantenere i denti staccati, lasciando che si tocchino solo durante la masticazione e, talvolta, quando si deglutisce, cioè per non più di mezz’ora al giorno.

Stress e bruxismo

Se prevale lo stress, è importante intervenire sui fattori psicologici che sono alla base del bruxismo. Per questo motivo a volte si ricorre alla terapia cognitivo-comportamentale e agli psicofarmaci. Tuttavia l’approccio più recente prevede di dedicarsi a tecniche di rilassamento per alleviare le tensioni. Per esempio, è possibile ricorrere alla meditazione, ai massaggi o persino allo yoga della bocca, che aiuta a rilassare i muscoli coinvolti e ad avere consapevolezza delle proprie attività dentali.

Inoltre è fondamentale lavorare per ridurre al minimo i risvegli notturni e fare in modo di avere un sonno tranquillo. A tal proposito, val la pena ricordare che per migliorare la qualità del riposo notturno è necessario seguire le regole per una corretta igiene del sonno, come evitare alcol e caffè prima di coricarsi, attenersi ad uno schema del sonno regolare e optare per prodotti di origine naturale in grado di agevolare l’addormentamento, come la melatonina, la valeriana e la passiflora. Infine, nel caso in cui il bruxismo sia dovuto a malocclusione, bisogna intervenire con l’aiuto del dentista per riallineare le arcate.

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